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A mano libera

Domenica, 20 Gennaio 2013 00:54

Intervista a Sara Bellini

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Intervista a Sara Bellini - 3.0 out of 5 based on 2 reviews

La prima artista che aprirà la rubrica  A Mano Libera si chiama Sara Bellini ed è una ragazza pratese che ha accettato di presentarsi e farsi conoscere. Sara lavora come educatrice  all’interno di una struttura per persone con disagi, una professione che svolge con passione ed impegno e che spera possa portarla ad insegnare a queste persone la pittura.

Ho chiesto a Sara di iniziare a raccontarmi innanzitutto da quanto tempo dipinge...
S: “Ho iniziato da piccola, mi piaceva disegnare e la mia famiglia mi ha sempre incoraggiato nel disegno data la mia attitudine.”

I: “Quando hai capito che per te non era solo un gioco?”
S: “Molto presto...più o meno ad otto anni mi hanno regalato un piccolo libretto di Magritte e lì è scattato qualcosa.. per la prima volta ho capito che si potevano disegnare cose diverse dalle case, fiori e famiglia, ma che il disegno poteva essere invenzione, composizione di forme ed astrazione.”

I: “E poi?”
S: “Da li ho iniziato a dipingere seriamente ed appena ho potuto mi sono iscritta all’Istituto d’Arte a Firenze”

I: “La tua famiglia non ti ha ostacolata? Spesso ed erroneamente l’Istituto d’Arte è visto come una scuola che offre poche possibilità una volta terminato.”
S: “No, assolutamente... io vengo da una famiglia che ha sempre appoggiato l’arte. Mio babbo faceva il musicista ed ha dedicato tutta la sua vita a questa passione, mia mamma fa la sarta, che è decisamente un mestiere creativo! Avevano molti amici pittori ed in ogni caso mi hanno sempre appoggiata nelle scelte che ho fatto.”

I: “ Immagino che dopo avrai fatto l’Accademia di Belle Arti?”
S: “Sì, ho seguito lo sbocco classico dopo la scuola superiore che avevo scelto ma devo dire che non ho trovato molti stimoli e dopo due anni l’ho lasciata.”

I: “Perché?”
S: “ A differenza del liceo, dove sono stata seguita molto, dove ti insegnano varie tecniche anche faticose, dove vieni seguita passo passo; i professori dell’Accademia (o quasi tutti) ti abbandonano un po’ a te stessa.. devi cercare da sola la tua strada ma non vieni indirizzata molto dal punto di vista tecnico.. per chi ha voglia di migliorare ed evolvere credo che sia veramente poco stimolante.”

I: “Ma non hai smesso di dipingere!”
S: “Assolutamente no! Ho continuato a dipingere senza smettere mai anche se poi lavorando non ho potuto dedicarci tutto il tempo che avrei voluto. La pittura è un’arte che richiede molto impegno, costanza e tempo.”

I: “Hai una tecnica che preferisci?”
S: “Direi l’olio... mi permette di ritornare più volte sulla tela, cosa che con l’acrilico non posso fare e per me è molto importante anche perché non faccio un vero e proprio disegno preparatorio prima di iniziare a dipingere; la tela prende forma mentre dipingo e quindi faccio continue modifiche e variazioni. Comunque nelle mie tele a volte inserisco anche l’acrilico.”

I: “Hai mai pensato a fare scultura?”
S: “L’ho fatta in Accademia, dove mi sono confrontata con moltissime tecniche artistiche diverse tra le quali la scultura, ma non riesco ad avere lo stesso rapporto che ho con la tela... lo scultore ha bisogno di toccare, di immergersi totalmente con ciò che sta creando e devo dire che scolpire è anche molto faticosa!”(ride)


I: “Quindi diciamo che dopo aver sperimentato varie strade hai scelto consapevolmente la pittura. I tuoi soggetti sono cambiati nel corso del tempo?”
S: “Ho iniziato all’Accademia con l’astratto poi sono passata al figurativo.. non ho soggetti ‘preferiti’ per cosi’ dire, dato che i miei lavori sono molto variegati; quando lavoro su commissione, ad esempio, faccio spesso ritratti ma non è assolutamente l’unico tema che tratto.”

I: “ Lavori anche su commissione? questo aspetto mi interessa molto poiché spesso gli artisti rifiutano questo tipo di lavoro poiché lo sentono come una forzatura. Immagino che sia inutile chiederti cosa ne pensi a proposito!”
S: “ Dunque, per me il lavoro su commissione è un modo per poter guadagnare facendo quello che amo, non accetterei indistintamente tutti i soggetti che mi vengono richiesti ed in ogni quadro che faccio ci metto qualcosa del mio.. Non farei mai un ritratto Neoclassico per capirsi.. Credo anche pero' , dato il momento che sta attraversando l’arte, che non si debba essere troppo snob e storcere il naso a tutte le possibilità che ci vengono offerte, perché per me è questo, una possibilità.”

I: “Chiarissima. Torniamo per un attimo al tuo percorso formativo. Hai degli artisti di riferimento? Magritte a parte a questo punto...”
S: “Non sono artisti di riferimento ma artisti che amo particolarmente... Mucha direi, il pittore che faceva anche le pubblicità di inizi ‘900 e Frida Kalho, con il suo stile un po’ infantile ma crudissimo.”

I: “Un’artista invece sopravvalutato? Che non avresti mai esposto in una tua eventuale galleria?”
S: “ Difficilissimo... non so rispondere a questa domanda. Posso dire che un artista che non mi ha mai colpito dal punto di vista emozionale, nonostante mi renda conto del fatto che sia un Maestro è Picasso.”

I: “E nessun altro?”
S: “ C’è un’artista su cui ho cambiato idea dopo aver visitato una sua mostra recentemente, Wassily Kandinsky. Ho rivalutato tantissimo il suo lavoro e mi piace proprio tanto... quindi chissà c’è speranza anche per Picasso.” (ride)

I: “C’è mai stato qualcuno che ti ha consigliato di smettere con la pittura perché non avevi le capacità per farlo?”
S: “No, diciamo che mi è stato detto di peggio, ovvero che la pittura è morta, che è il periodo delle installazioni e che chi insiste con quest’arte perde solo tempo. Ovviamente non gli ho dato peso, niente è più lontano da cio’ che credo io. Un’arte si evolve e deve essere contaminata con il mondo presente ma non muore.”

I: “Avrai visto che nelle scuole vogliono ridurre le ore di storia dell’arte, con conseguenze eclatanti come quella del professore che si è ucciso perché precario da una vita... Tu che ne pensi?
S: “Sono assolutamente contraria alla riduzione delle ore di tutte le materie che sono nutrimento per il cervello, io sarei dell’idea di mettere psicologia ed altre materie in tutte le scuole. Le idee nascono da persone con la mente aperta , se questa viene limitata non vedo un bel futuro.”

Un in bocca al lupo a Sara... e non perdetevi le immagini delle sue opere più belle!!

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