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Eterotopie

Sabato, 07 Febbraio 2015 16:23

I Sun Tunnels di Nancy Holt

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I Sun Tunnels di Nancy Holt - 3.9 out of 5 based on 7 reviews

 La land art, o earth art,termine coniato dal fotografo americano Robert Smithson (1938-1973), è un movimento artistico per il quale il paesaggio e l’opera d’arte sono indissolubilmente collegati. Le opere di land art sono create nella natura e dalla natura, con l’uso di materiali come suolo, rocce, sassi, fango, tronchi di legno, foglie, acqua, ai quali si abbinano elementi artificiali come calcestruzzo, metallo, asfalto e colori minerali. Non si tratta di sistemare qualche scultura nel paesaggio, né tanto meno di progettare costruzioni architettoniche, quanto di intendere il paesaggio stesso come il mezzo della creazione artistica. Le opere sono ovviamente posizionate all’aperto, meglio se lontano dai luoghi civilizzati e, per precisa poetica, sono lasciate alla corrosione degli elementi naturali. Il tempo è infatti il più grande degli scultori, lento ma inesorabile ed efficace.

Il movimento artistico è nato nell’ America del Nord, la terra dei grandi spazi aperti e delle grandi conurbazioni, dei contrasti felici e delle contraddizioni laceranti. Gli Stati Uniti sono il luogo dove è nato (ha ripreso vita con intenti politici) il sentimento di protezione e difesa delle risorse naturali, che oggi va sotto il nome di sviluppo sostenibile, ossimoro invincibile. I grandi spazi autorizzano a mantenere una gran parte di risorse naturali poco accessibili e poco frequentate. Le condizioni spesso esterne scoraggiano l’eccesso di frequentazione, incoraggiando una visione minimale della vita e della stessa produzione artistica.

Gli spazi desertici del Nevada, New Mexico, Utah e Arizona hanno molti set cinematografici che ritraevano il mito della frontiera, ma ha accolto molte opere effimere di land art, di cui restano solo documenti video e fotografici. Un figlio prolifico del movimento è quella categoria d’arte che prende il nome di site-specific, più spesso relativa a sculture progettate apposta per una localizzazione (si preferisce location?) all’aperto. Ma non è propriamente la stessa cosa.

Il movimento della land art è emerso negli anni Sessanta negli Stati Uniti, parallelamente al crescere della coscienza ambientalista, che chiedeva all’intera società una maggiore consapevolezza sull’impatto del vivere umano civilizzato sull’esistere stesso del mondo. La land art ha senza dubbio cambiato il modo con cui molte persone pensano l’arte, portandola fuori dalle gallerie e dai musei ma anche, in qualche modo, sottraendola esplicitamente al gioco di mercato (il principale nemico dell’ambiente, si dice), visto che molte opere sono state localizzate appositamente in luoghi remoti e inabitati.

La land art è quindi cosa impegnativa, sia per il suo creatore sia per chi volesse godere di alcune opere di qualità e fascino assoluti, non raggiungibili senza un qualche trasferimento transatlantico.

Una delle opere più affascinanti è quella dei Sun Tunnels (istallati tra il 1973 e il 1976) da Nancy Holt, nata anche lei nel 1938 come Smithson e scomparsa nel 2014. Questa è senza dubbio la sua opera più famosa, tra le innumerevoli collocate in spazi pubblici sparsi in quasi tutto il mondo. L’interesse  creativo dell’artista si rivolge all’interazione tra luce, prospettiva, tempo e spazio, con l’impiego di mezzi come fotografia, film, scultura, istallazioni e interventi di land art.

L’opera Sun Tunnels è un’istallazione di grandi dimensioni localizzata nella parte nord occidentale dello Utah, negli Stati Uniti. Il lavoro è composta da quattro cilindri di calcestruzzo lunghi circa cinque metri e mezzo (18 piedi), dal diametro di circa due metri e sessanta (9 piedi), disposti a croce per un ingombro di circa 26 metri (86 piedi) di raggio. I tunnelsonoposizionati sul terreno desertico a formare una croce che allinea i propri assi con il sorgere del sole e il suo tramonto nei solstizi estivo e invernale.

Nelle due date l’allineamento col sole è perfetto, ma c’è di più. Ogni cilindro è forato in modo da riprodurre le stelle di quarto costellazioni: Drago, Perseo, Colomba e Capricorno. Il progetto della Holt permette un gioco cangiante di luci ed ombre che accarezzano la rigida superficie del calcestruzzo, il più artificiale/naturale dei materiali possibili, e lo rendono paesaggisticamente cogente. I tunnel perdono la natura di manufatto di materiale industrialmente brutale, per diventare un segna-tempo, un compasso, un “mirino” che centra sole e paesaggio, un cannocchiale che permette la visione della terra, e della natura vasta, secondo lo stato della luce naturale. Lo spazio vastissimo del deserto si riduce alla scala dell’anima dell’osservatore, illuminandosi d’immenso. Minimalismo e concettualismo sono alla base del progetto che però dà risultati giganteschi in termini di percezione artistica della natura e dell’universo. 

I Sun Tunnels si trovano nei pressi di Lucin, a solo circa tre ore di auto da Salt Lake City, capitale dello Utah negli Stati Uniti d’America.

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