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Le parole nelle nuvole

Giovedì, 28 Febbraio 2013 22:30

"A PANDA PIACE" di Giacomo Bevilacqua

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Stavolta non parliamo di graphic novel, ma di uno strip blog. Cos'è uno strip blog? È semplice: è un fumetto che nasce online, generalmente sotto forma di strisce, con protagonisti fissi e storie indipendenti tra loro.

Le prime tavole di “A Panda Piace” sono comparse nel 2008 sul blog di Giacomo Bevilacqua (http://www.pandalikes.com/), riscuotendo da subito un grande successo che ha poi portato alla pubblicazione delle strisce in ben tre volumi cartacei (“A Panda piace…”, “A panda piace… il Bis”, “A Panda piace… essere raccolto…”).

Protagonista delle storie è, ovviamente, Panda, che “incarna vizi e virtù dell'uomo comune” e vive avventure surreali legate sempre a qualcosa che gli piace: ogni striscia si apre con la frase “A Panda piace…” a cui segue la rappresentazione di qualcosa che fa Panda.

Giacomo Bevilacqua racconta di aver trovato l'idea per caso, chattando con un'amica durante la visione del film “Il favoloso mondo di Amélie”: il momento in cui nel film si elencano le cose che piacciono a Amélie ha coinciso con quello in cui l'amica gli diceva che il suo animale preferito è il panda: da lì è nata la frase “a Panda piace…”, da cui poi è scaturita l'idea delle avventure di Panda (http://www.youtube.com/watch?v=9TpVzewul5Y

Nelle sue storie Giacomo Bevilacqua racconta col linguaggio semplificato di Panda quello che succede a lui in prima persona o a qualche suo conoscente, spaziando dagli episodi di vita più comuni (come usare il phon o giocare a ping pong) a quelli più fantasiosi (mangiare nuvole, farsi allungare le gambe, rincorrere le linee della velocità), vissuti alla maniera tenera e goffa del protagonista.

L'idea di "A Panda piace" è semplice e geniale: fa leva sulla straordinarietà del banale e mostra quanto poco serva per ridere, per emozionarsi, per commuoversi. Con pochi disegni e frasi ridotte al minimo riesce a essere comico, spassoso, toccante, talvolta addirittura poetico, in un modo che alla lontana ricorda le celebri strisce di Snoopy di Charles Shultz.

La duttilità della struttura, inoltre, dà ampio spazio alle citazioni e ai riferimenti: non mancano richiami e apparizioni di produzioni famose, non solo fumettistiche (Corto Maltese, I Simpson, Tim Burton, Super Mario Bros e moltissimi altri, fino a una recente felice “fusione” con il protagonista dell'apprezzatissimo “Zerocalcare” - http://gadget.wired.it/foto/2012/10/26/pandalikes-086-zerocalcare.html-).

C'è però anche qualche limite: la stessa natura che lo rende inesauribile lo espone anche al rischio di essere ripetitivo o di venire “deformato” in espressioni che trasgrediscono lo spirito originale del fumetto.

In ogni caso, come già avviene per altre produzioni analoghe come Calvin e Hobbes (http://it.wikipedia.org/wiki/Calvin_%26_Hobbes), “A Panda piace…” è il fumetto perfetto per chi vuole leggere (o regalare) qualcosa di leggero e divertente, ma mai superficiale.

Dimostra inoltre che la nuova frontiera del fumetto, così come di un po' tutta la produzione scritta, è il web. È online che i lettori incontrano gli autori e viceversa, ed è online che nascono, talvolta, le storie più interessanti: basta provare a leggere “A Panda piace…” per crederci.

Alcune strisce di “A Panda piace…”:

http://cdn.blogosfere.it/nuvoleparlanti/images/0%200%201%20AAP%20a%20panda%20piace%20giacomo%20bevilacqua.jpg

http://img11.hostingpics.net/pics/122322pandapiace021.jpg

http://2.bp.blogspot.com/-O14RpThOT2w/T5rZ8DeNV8I/AAAAAAAAAc0/2tXdNOg_Ha0/s1600/363%2Bcopy.jpg

 

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