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Le parole nelle nuvole

Domenica, 28 Aprile 2013 20:34

“Mars” di Fuyumi Soryo

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“Mars” di Fuyumi Soryo - 5.0 out of 5 based on 5 reviews

Stavolta parliamo di manga! Questa definizione (in realtà molto generica) indica i fumetti giapponesi, solitamente degli albi in bianco e nero di piccolo taglio, che si leggono da destra a sinistra (al contrario di quelli occidentali).

Una premessa fondamentale da fare è che, mentre in Italia il fumetto è concepito come qualcosa che è legato al puro intrattenimento, in Giappone riveste un ruolo culturale ed economico di grande importanza. I manga sono considerati una forma espressiva non meno degna dell’arte, della letteratura, del cinema e di altri mezzi di comunicazione: la loro struttura è perciò molto più complessa di quella dei fumetti occidentali, che si rivolgono principalmente a bambini e adolescenti. 

I manga, al contrario, si differenziano fra loro in base al pubblico a cui si rivolgono: esistono fumetti per bambini, per ragazzi, per ragazze, per adulti e perfino per gli anziani. Si capisce facilmente come i toni dei manga cambino moltissimo secondo il target per cui sono pensati, ma in Italia questa cosa viene puntualmente ignorata col risultato che da decenni si vendono fumetti giapponesi a bambini e adolescenti, non considerando il fatto che magari originariamente erano stati pensati per un pubblico adulto (la stessa cosa, tra l’altro, avviene con i cartoni animati). La sensazione di stranezza che molti avvertono nei confronti dei manga è dovuta a questo, a un uso improprio del fumetto giapponese operato da chi li importa in Italia.
Ma, divagazioni a parte, parliamo del fumetto in questione: “Mars” di Fuyumi Soryo. Questo fumetto è classificabile come uno shojo manga, ovvero un manga per ragazze.

L’ho scelto perché si ricollega in parte all’introduzione: in apparenza un fumetto dai toni leggeri e romantici, di quelli che si penserebbero adatti solo a un certo tipo di persone, si rivela invece carico di temi inaspettati.

La storia è la più classica che si possa immaginare: lei, lui, i banchi di scuola, l’amore. Lei timida e insicura, lui bellissimo, misterioso e in apparenza insensibile (ebbene sì, funzionavano anche quando non erano vampiri).

Ovviamente s’innamorano: lei non riesce a resistere alla tenebrosità di lui, lui rimane colpito dall’innocenza di lei (o meglio dal fatto che non ha desiderato di essere ingravidata da lui dal primo momento in cui l’ha visto come tutte le altre).
Il contorno sono la scuola, i compagni di classe, il migliore amico, la ex gelosa. Tutti cliché del genere (abbastanza inutili ai fini della storia, a dire la verità), che delineano il profilo di quello che potrebbe essere un normalissimo fumetto per ragazze fatto di sospiri, sguardi intensi e batticuori.

E invece no! “Mars” ci riserva delle sorprese: i problemi dei protagonisti vanno ben oltre il preoccuparsi di trovare una parola che fa rima con amore (che non sia sole o cuore).

Andando avanti nella storia si scopre che lui (chiamiamolo per nome, Rei Kashino) ha un passato traumatico legato alla sua famiglia, mentre a lei (Kira Aso) è accaduta una cosa terribile quand’era bambina e adesso ha una sessualità completamente bloccata.

In “Mars” quindi non si trovano appanicamenti da prima volta o tempeste ormonali tipiche degli adolescenti: si trova invece il tentativo di superare traumi più profondi, con le poche risorse psicologiche che si hanno a disposizione quando si è molto giovani.

Non solo: a un certo punto i protagonisti decideranno di andare a vivere insieme, cosa che li metterà davanti a tutta una serie di problemi molto concreti come pagare l’affitto, trovare un lavoro per il doposcuola, conciliare le passioni individuali con la vita insieme.

In “Mars” si sposta la tematica amorosa “a misura di adolescente femmina” un po’ più in là, ponendo questioni diverse dal semplice guardarsi negli occhi e vedere l’immenso (“tanto alla fine non ci accadrà niente di male, siamo i protagonisti, casomai schiatteranno gli altri”). Dopo una prima sensazione di straniamento si comincia ad adattarsi all’andamento della storia d’amore e si osserva come i due protagonisti cessino di essere due adolescenti innamorati e inizino a diventare persone che cercano di non rimanere schiacciate dalla vita.

Non v’indoro la pillola, malgrado le tematiche insolite per il genere di cui fa parte, “Mars” resta un fumetto piuttosto sdolcinato, pieno di lacrime e sospiri, dove la tematica sessuale è affrontata in modo complesso ma dove imperano anche frasi romantiche scontatissime e luoghi comuni amorosi.

Lo consiglio a chiunque si sia sempre sentito incuriosito dai manga senza aver mai iniziato a leggerli: è comunque un passo avanti rispetto alla media delle storie d’amore per adolescenti della cultura nostrana.

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Mars_%28manga%29

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