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Barbara Cerri

Barbara Cerri

Come si inizia uno scambio? Quali sono le parole da scrivere o da dire affinché possiamo stabilire una relazione? Dovrei saperlo, sono una logopedista. La comunicazione ed il linguaggio sono il mio pane quotidiano da trent’anni , ormai. Ero una bambina quando decisi, per motivi familiari e personali, di occuparmi di ciò che altri avevano perso o non avevano mai avuto. Invece eccomi qui, davanti a questo schermo. Le parole inciampano e i pensieri si nascondono. È più difficile di quanto si pensi comunicare. Parlare non significa sempre riuscire a farlo. A volte è esattamente il contrario. Quando si mente, quando l’altro non ascolta, quando non si crea una reciproca apertura, la comunicazione è assente. Ci può essere linguaggio senza comunicazione e, viceversa, comunicazione senza linguaggio.
“SENTI CHI PARLA”. 
Ho pensato di chiamarla così, questa rubrica. L’ho fatto perché mi piace rovesciare i luoghi comuni. Di solito questa espressione si usa per delegittimare chi sta cercando di avere uno scambio, per trasmettergli l’idea che non abbia, secondo noi, diritto di parola. Tutti hanno questo diritto, invece. In modo differente dal nostro, in una lingua che non sia quella del paese nel quale vivono o con mezzi diversi da quelli ai quali siamo abituati di solito. 
Questi nostri incontri, quindi, affronteranno argomenti quali la comunicazione, il bilinguismo, lo sviluppo normale e patologico del linguaggio, le sue diverse componenti , i disturbi di scrittura e di lettura, l’infinita gamma di modi e di strumenti che abbiamo per metterci in relazione con l’altro e le difficoltà che alcuni incontrano nel farlo.
“SENTI CHI PARLA”.
Nell’accezione comune una frase usata per “avere la meglio sull’altro”, per metterlo a tacere . Il mio e il vostro tentativo sarà quello di provare a darle un significato diverso, opposto. Quello di “mettersi in ascolto” , di imparare, di saperne un po’ di più. Lo faremo insieme, perché parafrasando le meravigliose parole di Danilo Dolci… per stare in relazione con gli altri in modo autentico è necessario disimparare un certo tipo di comunicazione basata su una più o meno consapevole tendenza alla prevaricazione. Dobbiamo apprendere, invece, un tipo di comunicazione non violenta, consapevole, libera dalle abitudini e dai condizionamenti, rispettosa dell’altro e di se stessi. Tutti abbiamo da imparare, io per prima. Ecco perché mi sono proposta , cosa che non faccio mai essendo di natura piuttosto schiva, per questa rubrica. Spero di riuscire a trasmettere quel poco che so e il molto che mi hanno insegnato i miei bambini, i loro genitori e tutte le persone che mi hanno accompagnata in questo percorso e che da oggi si arricchisce ulteriormente di una nuova avventura.

barbara.cerri@mdseditore.it
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L’incontro del bambino con questo strumento, in realtà, avviene molto prima del suo ingresso alla scuola elementare; già verso i 4 anni di età, infatti, egli inizia ad interrogarsi sul significato e sulla funzione di tale competenza.

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