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Lunedì, 02 Giugno 2014 20:20

Come sarà il campo tendato? Terza Parte

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Come sarà il campo tendato? Terza Parte - 5.0 out of 5 based on 5 reviews
...ancora alpeggi densamente popolati di mandrie. Settembre è appena iniziato. Non è ancora cominciata la transumanzaq verso i pascolo autunnali. Le bestie si godono il piacevole sole del pomeriggio.


Finalmente un lago. È anche dalla parte giusta! Sarà sicuramente il Song Köl!
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Ancora un po' di strada per superare le ultime colline. Le luci sono molto varie. In alcuni momenti grigie e fredde in altri calde e dorate. Gli arcobaleni ci accompagnano. Ci parlano di pioggia. Finora non ne abbiamo avuta. Ma è solo il primo giorno di viaggio...


Nel vedere tutto quel giallo, tutto quell'oro, mi vengono a mente le descrizioni del grande scrittore kirghiso Cingiz Ajtmatov.

Da "Addio Gul'sary"

"Tutto l'ottobre sulle montagne fu secco e dorato. Solo all'inizio ci furono piogge, freddo e nebbia "
Oro 00 rid

Noi percepiamo la pace di un bel pomeriggio di fine estate. La montagna è intensamente popolata. Le mandrie non si sono ancora spostate. Ma come saranno questi posti quando i pastori se ne saranno andati?

Da "Il battello bianco"

"Era di nuovo autunno sulle montagne, di nuovo dopo l'estate chiassosa tutto si preparava alla quiete autunnale. Si era ormai posata la polvere dei greggi spinti a valle, si erano spenti i falò. Le mandrie se ne erano andate a svernare. Gli uomini erano partiti. Deserte le montagne."

Poi finalmente una curva, un' altra curva ed eccolo!. È proprio lui il Song Köl. Sempre più vicino!


Nella pianura intorno le yurte fumanti e i cavalli al pascolo. Scenari non dissimili dai precedenti. Ma non ci si stanca mai di guardarli. È come un ritorno al passato, ad un'era di semplicità e pace. Ma la vita quassù non deve essere facile. Non lo è mai stata. Basta leggere i romanzi di Cingiz Ajtmatov, del quale ho citato in precedenza alcuni brani e che userò sempre per descrivere alcune situazioni che, come viaggiatrice frettolosa non ho la possibilità di osservare.

Da "Addio Gul'sary"

"Tutto l'ottobre fu secco e dorato. Ma a novembre l'inverno scoppiò all'improvviso...fuori la notte era biancastra, la neve cadeva fitta. Le pecore nel recinto erano inquiete, agitavano le teste sorprese, belavano, si scuotevano la neve di dosso, ma la neve continuava a cadere... L'inverno appena venuto taceva , era tutto indaffarato, al buio, perché tutti al mattino si meravigliassero, corressero da tutte le parti. Le montagne si erano gelate nella notte in masse ancora scure. A loro non importava dell'inverno. Che corressero un poco i pastori con le loro greggi. Le montagne certo non si sarebbero mosse. Era cominciato quell'inverno memorabile, ma ciò che esso aveva in mente, per il momento non lo sapeva nessuno. La neve non si scioglieva, dopo alcuni giorni se ne aggiunse ancora, poi ancora e ancora e cacciò i pastori dagli stazzi autunnali. L'inverno seguiva il suo corso, ora riempiendo i pastori di speranze, ora di angoscia. Due pecore del gregge di Tanabaj creparono di inedia. Ne morirono alcune anche ai giovani pastori a lui affidati. Ormai non c'era niente da fare. Perdere una decina di pecore d'inverno è una cosa normale. Il periodo decisivo sarebbe venuto più tardi, all'appressarsi della primavera...

In primavera l'alternarsi di temperature miti e di nevicate gelide nel momento della nascita degli agnellini distruggerà l'intero gregge.


Lungo il margine sud occidentale un branco di asinelli bruca indifferente intorno a una fila di Kurgan. Chissà quale valoroso guerriero sarà sepolto sotto la montagnola. La cerimonia?

Da "Il Battello bianco"

"Sull'altura funeraria, davanti alla tomba aperta si doveva sollevare in alto il batyr (valoroso condottiero) e mostrargli le quattro parti del mondo:«Ecco il tuo fiume. Ecco il tuo cielo. Ecco la tua terra. Ecco noi, nati dal tuo stesso ceppo. Siamo venuti tutti ad accompagnarti. Dormi tranquillo». Come ricordo per i posteri lontani, veniva posta sulla tomba del batyr una lapide di pietra. Nei giorni del funerale, le jurty di tutta la tribù venivano disposte in fila sulla riva, in modo che ogni famiglia potesse accomiatarsi dal batyr restando sulla propria soglia; quando passerà il suo corpo diretto al sepolcro, inclineranno la bandiera bianca del lutto e, dopo aver innalzato pianti e lamenti di fronte ad essa, proseguiranno con tutti gli altri verso la prossima jurta, dove ricominceranno i pianti, i lamenti, la bandiera bianca del lutto nuovamente abbassata e così fino alla fine, all'altura funeraria."

Mi piacerebbe tanto fermarmi. Salire su una delle montagnole. Vedere il lago. Respirare quell'aria tersa. Sentire i rumori della sera. E poi c'è una bellissima luce proprio adatta alle foto...

Ma nessuna sosta è concessa.

È tardi. Il campo tendato ci aspetta con tutte le sue incognite...

«Prima di partire ho chiesto informazioni a chi organizzava il viaggio. Le risposte sono state molto vaghe. Non c'era nessun bisogno del sacco a pelo! Avremo dormito in quattro cinque nella stessa yurta! Ho pensato che non avesse idea di cosa fosse un campeggio a 3000m in un paese straniero e non uso al turismo.

Prima di andare in Ladahk avevo fatto domande simili all'impiegato di un noto tour operator. Il giovane (sembrava tale) mi aveva risposto: " Un campo tendato è un campo tendato! Cosa vuole sapere di più?!" Risultato? Non ho acquistato il suo pacchetto vacanze. Sono partita con un'altra organizzazione che mi ha inviato le foto della tenda!

Non è accattivante?

Ho scritto in precedenza che ci possono essere esperienze traumatizzanti da evitare ad ogni costo. Per cautelarmi contro di esse all'atto della conferma del viaggio ho chiesto che mi garantissero una yurta a due posti. Ci avremo dormito solo io e la mia compagna di viaggio. Sovraprezzo: 40 dollari a notte. Non mi sento di dormire con persone sconosciute in una situazione così precaria. Il problema grosso sono sempre le uscite notturne. Durante un precedente viaggio in Cina sui monti Kunlun ,dove risiede Xi Wang Mu, la Regina Madre d'Occidente (figura salvifica del panteon taoista), una delle mie amiche ha avuto uno sconvolgimento di pancia. Guarda caso  proprio la notte che passavamo nel campo tendato. Vista la disorganizzazione: le tende canadesi traballanti e l'altitudine del posto (4200m) io ho trascorso la notte in macchina avvolta nel sacco a pelo. Per sua fortuna la mia amica non viaggiava sola! Suo marito la notte le ha retto la torcia, le ha tenuto la borsa con la carta igienica e le salviette umidificate. Ha impedito che mettesse un piede nelle buche dei piccoli roditori sulle cui tane erano state piantate le nostre tende. Non ho avuto ancora l'occasione di usare la lampada da minatore che mi è stata regalatola da un amico dopo aver sentito il racconto delle nostre peripezie. Per evitare le uscite notturne porto sempre con me una piccola catinella di plastica, che poi invariabilmente lascio nell'ultimo albergo prima della partenza. Ma come fare ad usarla se nella tenda ci sono quattro o cinque persone conosciute?»


l mio posto non è molto comodo per fotografare quel che avviene sulla strada, davanti al nostro pulmino. Spesso invece di riprendere le bestie (due mucche che attraversano la strada e un asina che sembra pregna) immortalo la testa della nostra guida uzbeca. Come tutte le guide siede nel posto migliore... Non capisco perché loro che fanno e rifanno il viaggio un paio di volte l'anno (e non fotografano) debbano avere questo privilegio!


Il lato sud ovest del lago è acquitrinoso. Cavalli ed asini vi pascolano felici.

Ora siamo sul lato sud. Di fronte le colline attraversate in precedenza. Si vedono chiaramente i Kurgan. Gigantesche tartarughe si nascondono tra l'erba gialla.

E in tutto quell'oro

"[le montagne]si alzavano nella luce e nell'ombra come se fossero appena state create da Dio. Li dove c'era la neve cominciava l'azzurro infinito. E nel suo profondo,nel suo azzurro lontano s'indovinava l'immensità trasparente dell'universo."


In un tramonto splendido siamo arrivati al campo!!

Ma che delusione vedere quelle biciclette!!
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