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I giardini della via Paal

Domenica, 19 Gennaio 2014 18:13

Anna Maria e il Calicanto

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Anna Maria e il Calicanto - 5.0 out of 5 based on 2 reviews

Ho pensato di scrivere del Calicanto non solo perché fra qualche giorno nei giardini spunteranno i suoi fiori e saremo avvolti dal suo intenso profumo ma anche perché la storia ha due protagonisti: voglio ricordare la persona che mi ha trasmesso questa passione col suo semplice esempio e perché questa sua passione, brutalmente interrotta dalla guerra, aveva un protagonista principale, una pianta da fiori gialli il cui nome lei non conosceva. La storia inizia quando Anna Maria era giovincella e termina durante la guerra. I mesi in cui i tedeschi in ritirata presidiavano la Linea Gotica furono terribili per le popolazioni Apuane: l’orrore delle stragi, le abitazioni minate, così come i campi, orti e vigne per privare le popolazioni dell’indispensabile e di tutto ciò di cui si cibavano. Dunque Lei, Annamaria, da ragazza aveva un arbusto dai fiori gialli in un angolo del giardino e vi si rifugiava quando era in lite col mondo degli adulti o quando fantasticava sui libri che un parente un po’ anarchico le passava in segreto da leggere.

Ma nel suo angolo di giardino, anche se per la verità era un vero e proprio orto con qualche roseto e qualche arbusto da fiore, andava spesso per parlare alla sua pianta preferita e per recidere rami fioriti e portarli in casa, e qui veniva a trovarla un pettirosso, e quando dalla “gora” arrivava l’acqua ovviamente anche un Merlo.

Ma il pettirosso era il suo preferito perché lei gli parlava e il pettirosso girava il capino e la guardava in tralice sembrando davvero capire le sue parole e stava li vicino fin quando si tratteneva vicino alla pianta. L’abitudine, un po’ destava il sospetto degli adulti, ma fu sempre tollerata e a nessuno venne mai in mente di pensare che fosse matta; solo un po’ strana, quello si! Così faceva da ragazza e cosi fece qualche volta anche nell’inverno durissimo del ‘45, l’ultimo inverno di guerra, un po’ parlando e un po’ pregando e forse fu per questo che un ufficiale tedesco che la vide, le permise, prima di far saltare in aria la casa teatro di uno scontro fra partigiani e tedeschi, poi di portare in salvo persone cose e animali e di sfollare al monte.

Ma ora veniamo al Calicanto: in effetti, se uno vede delle foto si può chiedere cosa ci sia di tanto eccitante da vedere in uno stecchetto che sembra morto e che mette gemme e fiori, non fanno tutte cosi le piante? Eh! Non proprio e neanche tutte le piante allo stesso modo. In natura, per capire, bisogna in un certo modo vedere oltre l’apparenza.

 Il Chimonanthus precox o fiore d’inverno è comunemente conosciuto come Calicanto, ed è un arbusto ornamentale originario della Cina che inizia a fiorire a Fine Gennaio o a Febbraio in rapporto al clima e alla posizione. La sua bellezza sta proprio nei rami irregolari tipici dell’arbusto con la tendenza a filare, che da un angolo del giardino lo colorano di giallo, a volte con screziature rosso porpora e invadono gli spazi col suo profumo. Quindi, nel mese di gennaio nei giardini, quando spesso la temperatura è stabilmente sotto lo zero, o sono sommersi di neve, c’è un arbusto dalle sembianze modeste e che sembra quasi irrigidito e secco a causa del gelo, che invece all’improvviso se ne esce con gemme turgide che di lì a poco si trasformano in piccoli fiori gialli dal profumo intensissimo e questi cespugli formano dei punti di colore in un giardino apparentemente spento. Le altre piante sembrano più “guardinghe” come se sapessero che una gelata fuori stagione è sempre possibile mentre il Calicanto no! Ha sì, un aspetto dimesso, ma il suo carattere è addirittura impertinente e sfida il freddo, per portar ostinatamente a compimento il suo ciclo di vita regalandoci profumi e colori inaspettati.

            Quando ancora non ero così coinvolto dalle piante, e mentre mi trovavo in un vivaio pistoiese per acquistare barbati e alberi da frutto, vedo in disparte una pianta in vaso con rami che sembravano stecchi, protesi verso l’alto, quella “cosa” appariva così strana e dimessa, da rendermela subito simpatica a me che detesto quasi tutte le belle “piante da appartamento!” Chiedo informazioni, ma il ragazzo del vivaio mi dice che non si ricorda il nome, che a breve farà fiori gialli e che, siccome un cliente ha pagato un acconto e poi non l’ha ritirato, me la da per poco. Facciamo l’affare e la porto a casa fiero; il giorno successivo mi scelgo un posto, faccio una bella buca e la metto a dimora con terriccio fresco, la proteggo con della paglia e la bagno con acqua abbondante, alcuni semplici tagli ai rami più sghembi e l’arbusto anonimo era piantumato. Poi, per quelle cose imprevedibili della vita, in quel giardino non ebbi modo di andare per anni e di quella pianta persi memoria. Solo dopo molto tempo vi tornai e mentre vedevo per la prima volta mio padre su una sedia a rotelle dopo l’ictus chiesi come mai la mamma non fosse con lui e mi rispose che a quell’ora era fuori dal pettirosso. Prima ancora di salutarla e abbracciarla vidi Il piccolo vaso che conteneva un arbusto anonimo comprato anni addietro che era diventato un enorme cespuglio di Calicanto. Quando mi vide, mise l’indice sul naso per richiamare la mia attenzione e mi indicò un pettirosso sui fiori gialli raccontandomi tutta la storia.

Anna Maria era mia madre……

…………Il calicanto è sempre stato amato dai giardinieri più accorti, come dalle persone che lo ospitano nei loro giardini. I primi non devono fare quasi nulla per accudirlo potendo contare sulla sua forza e longevità e sulla capacità di colorare il giardino fin dall’inizio dell’anno. Tale è l’ammirazione e penso un inconscio senso di gratitudine per questa pianta che regala emozioni a chi ha occhi per vedere e cuore per sentire, che ne è nata una leggenda. Si racconta, infatti, che un pettirosso stesse cercando rifugio e riparo dal freddo ma che fosse scacciato dalle altre piante, l’unica pianta che lo accolse fu il Calicanto, per questo Dio commosso da questa generosità, fece cadere dal cielo delle stelle che si trasformarono immediatamente nei fiori del Calicanto nonostante il freddo dell’inverno. La magia nella realtà, appunto……..

Buon 2014 a tutti i lettori di Manidistrega

Bibliografia

Questo articolo, come tutti quelli che seguiranno è corredato di alcune idee di lettura. Alla fine dell’anno, quest’insieme eterogeneo e ricco di suggestioni diverse contribuirà a comporre una biodiversità letteraria che riflette sul mondo del giardino e della natura a noi prossima, e costituirà una sorta di biblioteca ideale dei “giardini della via Paal”

Burnett, H. Il Giardino segreto, Rizzoli

Calvino, Italo. Ultimo viene il corvo, Oscar Mondadori. (con particolare riferimento al racconto un pomeriggio Adamo)

Libereso Il giardiniere di Calvino, a cura di Ippolito Pizzetti, n.e. Orme edizioni

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