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I giardini della via Paal

Martedì, 29 Aprile 2014 15:18

La Smilax il Sysyrinchuim e il buongoverno

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La Smilax il Sysyrinchuim e il buongoverno - 4.0 out of 5 based on 2 reviews
Bella giornata; anche se nel pomeriggio la pioggia ne ha un po’ cambiato la storia, così ne approfitto per fare un salto alla pineta della Versiliana. Certo non è più il bosco che doveva essere un secolo fa, o anche quando Gabriele D’annunzio scriveva La pioggia nel pineto che proprio qui fu pensato e scritto. E neppure oggi è giornata da sentire il profumo del tamericio. Però anche se questa Pineta sta al bosco che era, come i Propilei al Partenone, il fascino struggente di ciò che è stata lo si percepisce a fior di pelle. Sarà per pini alti e contorti, i lecci e le roverelle, il sottobosco disordinato con ghirlande di infestanti, che subisco comunque la magia di un organismo di cui si vedono le vestigia vegetali. La cosa che più mi colpisce è il profumo umido della pineta, l’afrore del bosco che è già paesaggio, e qualche branca vetusta che si spezza sotto passi, seppur attenti, ti dice che stai camminando nel mito.

Il paesaggio che intendo non è soltanto memoria di una percezione visiva, ma è anche quella cosa meno facilmente esprimibile che intendiamo quando usiamo l’espressione “paesaggio dell’anima”. Ma cosa significa esattamente?

Provo a fare alcune approssimazioni: certo uno stato d’animo che si modifica alla vista di luoghi perché da quella vista noi traiamo lo spunto per riandare ad una esperienza che abbiamo immagazzinato nella nostra coscienza e che colleghiamo a quel luogo specifico. Ora, quel continuo attingere da quel file, e quel continuo immettervi esperienze, conduce ad una duplice operazione. Da un lato si forma la nostra sensibilità estetica verso l’ambiente o quella parte di essa che va sotto il nome di Paesaggio. Da un altro la stratificazione di questa pratica ci rende persone in grado di riconoscere il percorso storico di un bene naturale, e di sentire come questo elemento naturale produce la nostra umanità. Non solo nelle grandi partiture e nei grandi romanzi si forma la nostra essenza umana, ma anche all’ombra di un bosco si costruisce il nostro essere culturalmente senzienti. La dicotomia fra natura e cultura si risolve nella dialettica della prassi umana. È lo Zoon Politikon di Aristotele che viene fuori e che reclama tutto il suo campo d’azione.

Assorto in queste considerazioni faccio un incontro particolare. In una parte limitrofa al parco, sul ponticello di un piccolo canale, c’è un cormorano che si sta asciugando le ali al sole: non ha perso l’orientamento e il mare è a due passi, ma forse qui trova più cibo e con maggior facilità. Bello e maestoso.
cormorano 2

Ma l’incontro più sorprendente si verifica quando trovo praticamente vicini una smilax che si sta inerpicando dalla base di una rete ed un sysyrinchium.

La Smilax Aspera, (conosciuta col nome popolare di Salsapariglia) che potete vedere nelle foto, ha una forma a cuore ed è contornata da piccole spine. Una pianta con portamento arbustivo, tipica della macchia mediterranea e della gariga, adatta in genere a climi aridi, e soprattutto una pianta pioniera. Una pianta cioè che ha la capacità di insediarsi in ambienti quasi privi di specie vegetali, modificandone il terreno e rendendo quei luoghi ospitali per le successive specie botaniche.
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Il sysyrinchium bellum, della famiglia degli Iris, è un cultivar prodotto nei vivai, per scopi puramente ornamentali probabilmente qualcuno ha gettato un vasetto di un piccolo esemplare che riteneva morto e invece in natura si è ripreso, oppure qualche seme è stato portato da animali domestici di qualche vivaista pistoiese, in ogni caso ci è arrivato per ragioni antropiche, insomma non avrebbe dovuto trovarsi lì. Ecco, questa commistione indica il caos tipico della relazione uomo natura, ma dice al tempo che luoghi come questo, pur se fortemente antropizzati, sono fondamentali!
Sisyrinchium bellum 21767

Questa pineta lo è perché è un sito speciale di assoluto interesse ambientale, paesaggistico e storico. Lo è, perché esprime l’istanza della bellezza come bene comune, e questo obbliga cittadini ed istituzioni a procedere non solo alla sua salvaguardia ma alla sua valorizzazione. Una salvaguardia a beneficio dei cittadini del loro livello culturale dell  consapevolezza del territorio in cui vivono. Un investimento di medio e lungo termine, che non si valuta in cicli elettorali, ma nell’ottica del buongoverno che ha come scopo prioritario creare condizioni migliori che consentano l’espressione massima della vita di ciascuno.

L’inverno dello spirito, nei confronti del quale ci mise in guardia la scrittrice Marguerite Yourcenar molti anni orsono, e nel quale da decenni siamo precipitati, inizia con l’oblio di questi luoghi. Da questi luoghi deve partire il riscatto dalla nostra crisi attuale.

Qui di seguito, come di consueto, trovate alcune suggestioni di lettura.

Gabriele D’Annuzio, La pioggia nel pineto, Oscar Mondadori

Richard Mabey, Elogio delle erbacce, Ponte alle grazie

Gilles Clemant, Il giardino in movimento, Quodlibet

Tommaso Montanari, Le pietre e il popolo, Laterza
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