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I giardini della via Paal

Domenica, 20 Luglio 2014 11:57

Orticoltura (eroica) urbana

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Orticoltura (eroica) urbana - 5.0 out of 5 based on 1 review
Il libro che apre la collana Tellus di MdS Editore e che ha per titolo Orticoltura eroica urbana si inserisce a tutto tondo nel panorama editoriale che vede un fiorire eccezionale delle pubblicazioni dedicate al verde, (al giardino e all’orto in particolare). D’altra parte l’argomento è entrato ufficialmente nell’immaginario collettivo quando la moglie del presidente degli Stati Uniti, Michelle Obama ha piantato, con i bambini, un orto alla Casa Bianca a sottolineare che il futuro riparte dall’agricoltura. Il libro dell’agronomo Emilio Bertoncini, presentato Domenica 1 giugno, e per la cui occasione la casa Editrice ha anche adottato e riportato all’onore del mondo il giardino di Piazza dei Funai a Viareggio, non è soltanto un manuale di orticoltura, ma un trattato sulla possibilità di autoprodurre il cibo per proprio conto, sulla base di alcuni principi che l’autore ha il merito di aver postulato e spiegato con chiarezza. Coltivare in città si può. Coltivare in piccoli spazi, (anche sul terrazzo di casa) si può. Coltivare anche senza approfondite conoscenze si può. Non è dunque vero che per coltivare e autoprodurre il proprio cibo occorrano grandi spazi e mezzi meccanici situati in campagna e nemmeno che occorrano competenze strutturate. No, nessuno di noi quando acquista una rosa o un geranio si chiede se è un esperto botanico: lo fa e la coltiva. Perché non deve essere lo stesso per una melanzana o una zucchina? Ma questa capacità che è la riscoperta di un sapere antico, passa da una nuova consapevolezza, cioè è la capacità di porsi domande nuove per soddisfare ora il nostro bisogno di alimentazione senza esaurire le risorse del pianeta per le generazioni future. Nel pensiero di Emilio Bertoncini l’orto è un progetto che non inizia nel campo ma dalla tavola. Con questa impostazione è chiaro che conta sapere chi coltiva cosa, come e dove. La nuova attività agricola può, in questo modo, diventare importante per le comunità che la praticano, aiutare a produrre nuovi redditi e salvaguardare vaste aree urbano-agricole da superstrade e megastore. Tra le tipologie di orti, la cui descrizione occupa la seconda parte del libro, l’orto scolastico è di gran lunga il più importante perché è tramite questa attività ludico-didattica che si preparano le generazioni future a una nuova e strutturata consapevolezza sui propri bisogni alimentari e sulla conservazione del territorio. Integrare vaste aree urbane, magari quelle deindustrializzate con orti e giardini, significa creare le condizioni anche per città più vivibili e più a misura dei bisogni reali delle persone. Gli orti, dunque, si riprendono la città per far prevalere i saperi antichi contro le dimenticanze moderne in un percorso divertente e ricco di gusto. Il libro termina con una terza parte che è un vero e proprio manuale tecnico dove si impara a dissodare , sarchiare seminare e piantare.
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