MdS Editore
Venerdì, Novembre 24, 2017
Login Registrati

Accedi al tuo account

Nome utente
Password *
Ricordami

Necessità movimento

Giovedì, 04 Aprile 2013 21:15

Corsavventura!

Scritto da 
Vota questo articolo
(7 Voti)
Corsavventura! - 5.0 out of 5 based on 7 reviews

Occhi dolcissimi truccati da matita color panna. Tonalità identica di lembi di cute delicata che terminano in larghe narici, in peli setosi. Ma mai lunghi quanto le orecchie!

Ho incontrato una comunità insolita oggi, che non parla, né gesticola ma comunica emozioni e trasmette socievolezza. Loro ragliano. Sono gli asini della mia avventura iniziata completamente in un altro modo!

Stamattina avevo deciso di andare a correre verso il fiume: volevo sentire il suo rumore dopo la pioggia di stanotte; volevo ascoltare il ritmo dell’acqua, sincopato dai fischi del vento, frenato dai sassi di un letto profondo che non mi permette di attraversarlo. E, ogni volta, spero di trovare lenzuola di lino al posto della spessa coltre di coperte lanose che rimbocca questo materasso d’acqua, confinato fra sponde d’argilla, incastonato tra i Nebrodi e l’Etna. Ma finché la stagione della pioggia regnerà incontrastata, finché non si deciderà ad abdicare in favore della siccità estiva potrò solo arrivare là davanti e respirare. Con calma, evitando inutili scalpitii.

Rewind. Avevo, dunque, deciso di scendere da Berlinghieri, la strada che costeggia il borgo di Montelaguardia e scende giù, sino all’Alcantara. Primo intoppo: mi salta addosso un cane. Color miele, di taglia media, cucciola e femmina. E mi piace da morire. Chiedo agli umani se appartiene ad uno di loro e mi sento rispondere che …la cagnetta è un po’ di tutti. Peccato che quando incontrano me, i cani decidono di poter abbandonare qualsiasi pseudo padrone, ogni pseudo casa. Mi fermo e le consento di scodinzolare e lasciare le sue zampate sui miei pantaloni. E rido con lei. Col solito tempismo perfetto un gregge di pecore lanute mi passa davanti, così come la raccomandazione/minaccia del pastore -che io vi traduco in lingua corrente-: ”S i tenesse il cane e non mi venisse dietro, altrimenti le pecore scappano!” Ok, ma il cane non è mio! E dall’altro lato un tizio: ”Ormai non la lascia più” e un altro: ”Con tutto lo spazio che ha perché non se la porta a casa!?” Ottimo suggerimento se non fosse che… se avessi portato a casa il cane del mese- perché i numeri sono più o meno questi- considerato che corro ogni giorno da sei anni…fate un po’ voi il conto! Va bene, provo a cambiare direzione ma la signorina ha deciso di insignirmi del titolo di nuova compagna di viaggio. E di casa! E mi segue e io vorrei cacciarla perché sto per immettermi sulla stessa SS 120 su cui ho visto morire decine di cani ma il suo sguardo docile e gaio, la sua spensieratezza, la sua speranza di aver finalmente trovato una nuova e duratura possibilità me lo impediscono. Quando all’improvviso sbuca dalla strada uno scooter in senso opposto al nostro che la terrorizza e la fa correre a zampe levate. È la mia occasione: corro più veloce che posso, i talloni prendono a calci un fondoschiena che, vigliaccamente, se la sta dando a gambe; m’infilo in una stradina e continuo a guardarmi indietro sperando di non vedere la sagoma di quell’inquilina che tanto mi sarebbe piaciuto avere! Non c’è dopo 100m, non c’è dopo 200.

Al suo posto un immenso cane arrabbiato mi viene di fronte, bloccando per la seconda volta la mia “ormai ipotetica corsa”, tentando d’impaurirmi con ringhi possenti, diffidandomi dall’avvicinarmi un passo di più al territorio che il suo padrone gli ha detto di proteggere - quello stesso delle pecore di poc’anzi, per intenderci! Con passo felpato e, quasi camminando all’indietro, cerco di evitare i laghetti melmosi che si sono formati durante la notte; il cane scompare dietro la curva e il mio metabolismo può riprovare a sfruttare i nutrienti della banana di 30’fa. Intoppo numero 2 andato.

Percorso totalmente modificato. Provo a immaginarne un altro di uguale durata, dello stesso grado di difficoltà ma non è giornata! Intanto, superata una salita dolce, facendo acrobazie sulle pozzanghere, vengo attratta dalla mia passione più grande: ed ecco che compare un numero indefinito di quadrupedi, dai manti più disparati, dagli sguardi più fieri, pieni di vigore; occhi furbi, teste incorniciate da colori irriproducibili, crini di diamanti, zoccoli di lava. Cavalli immobili, incuriositi dal mio passaggio, da una stranissima umana che sorride loro e promette di visitarli ancora col proprio compagno, l’equide Cisco. E parlotto, mostro le arcate dentali, saluto e …splash! Suono onomatopeico d’indiscusso significato: affondata in una pozza! E che ti frega! La giornata è bella, il sole splende e correndo l’aria asciugherà scarpe e calze, mentre i piedi si …cuoceranno. Dai Marzia- m’incoraggia il mio inconscio- non vorrai mica considerare questo episodio come il terzo intralcio!

Assolutamente no!

Stradine di campagna, confidenti intime dei mie piedi, pare si distendano dinnanzi a quella massa di muscoli, tendini, ossa, nervi e legamenti che mi trascina in mondi sconfinati, giusto dietro casa mia. Sali, scendi, salta, balza, curva, scarta, arresta, accelera e rallenta. Ah, dimenticavo: scavalca! Nella mia testa la visione di un cancello, il filo spinato e un passo. Ma non trovo il passo che mi ricordavo e, nei fatti, devo cambiare nuovamente rotta. Giro l’angolo per infilarmi tra due casotte diroccate, canale di Suez tra le contrade Crucimonaci e Iazzitto.

E adesso torniamo al primo capoverso, quello che descrive un gruppo d’asini che si lasciano avvicinare, quelli che vengon fuori dalle casotte/rifugio, quelli che ti annusano e danno confidenza. Quelli che, troppo entusiasta, sono andata a scovare ancora, 30’ dopo, con la mia famiglia, per l’ultima sorpresa della mia avventura: abbraccio Marzia/asino!

 

 

 

 

Letto 4763 volte