MdS Editore
Domenica, Febbraio 18, 2018
Login Registrati

Accedi al tuo account

Nome utente
Password *
Ricordami

Necessità movimento

Lunedì, 12 Agosto 2013 15:19

Ginnastica rabbiosa

Scritto da 
Vota questo articolo
(2 Voti)
Ginnastica rabbiosa - 5.0 out of 5 based on 2 reviews

Io odio stare ferma!

Detesto rimanere inattiva e cedere ai pericoli dell’immaginazione malsana derivante dalla noia.

Per ora sono arrabbiata: colma d’ira fino alle punte dei piedi, intrisa di sdegno anche nei capillari, immersa in vasche di collera. Se rimanessi distesa in questo mare furioso potrei facilmente farmi sommergere, affogare in vortici di rancore senza desiderare ossigeno per il mio petto.

Ma soccombere senza lottare non rientra nei mie piani.

Al momento, adesso come in passato (quando nel lontano 2006 decisi di bloccare quel deleterio processo d’immaginazione che mi aveva portata sul baratro) l’unica soluzione che ho trovato, la sola che non procura danni a me stessa (e agli altri) senza parentesi! e agli altri, è occupare il tempo, tutto quello che ho, in sessioni di ginnastica estreme e devastanti. La mente trova sollievo lasciando che sia il corpo a dimenarsi, a ribellarsi contro l’egoismo e la giustificazione.

Inevitabilmente, purtroppo, prima o poi le mie ginocchia o qualche altro usurato pezzo del mio corpo cederanno alla stanchezza e, allora, sarò ancora più furiosa di prima in quanto causa del malessere che mi sono consapevolmente procurata per evitare di sfondare una guancia (mi sono allenata abbastanza!) ai peccatori.

Ritornando al punto principale, vi dicevo della fantasia che mi si sviluppa nell’organizzare il mio tempo in movimento, della capacità che dispongo nell’arzigogolare sistemi per fare sport in qualsiasi luogo, a tutte le ore, anche se stanchissima. Così, anche al mare, sito deputato al relax, al refrigerio e all’abbronzatura non posso esimermi dal programmare precise fasi di ginnastica alternate ad esposizioni solari, sempre in vista della composizione del pranzo!

Generalmente resto in acqua per 30’ avvicendando nuoto ed esercizi di tonificazione per l’interno coscia e i glutei, oltre a skip -da ferma e di corsa, a seconda del fondo marino- che su terra evito di fare per non infliggere alle mie ginocchia ulteriori traumi. Poi 1h di sole distesa su un lettino che, inspiegabilmente, non ho ancora sconquassato con il peso degli esercizi addominali (sarebbe un sacrilegio non approfittarne!). Tenete a mente che, comunque, prima di sedermi quei 40’ in macchina per giungere al mare, sottoponendo il fondoschiena a seri rischi di sviluppo cellulite da stasi, ho già corso per 4km circa ed eseguito torsioni.

Tranquilli, se vado in bici fino in spiaggia la corsa me la risparmio: non sono troppo scema!

Quest’altra ve la devo raccontare!

L’anno scorso, avendo dovuto accompagnare amici all’aeroporto prima ancora dell’alba, sarà stato marzo, mi diressi verso Siracusa, la cittadina barocca in cui prestavo saltuari servizi. Giunsi alla prima tappa, situata nella zona industriale di Melilli, più o meno alle 6.30, certa di dover attendere 2h almeno per l’apertura dell’IGM. Dopo aver ascoltato Virgin Radio, essermi odiata per non avere avuto un libro o una rivista e spinto i pensieri aldilà della soglia dell’ azzardo, mi ricordai che nel portabagagli avevo l’occorrente per stare una settimana a Catania dunque, c’erano anche tuta, olimpionico e scarpe da ginnastica.

Come sprecare un’occasione simile? Quando mi sarebbe ricapitato di sfrecciare tra le fabbriche e le industrie, riempirmi di fumi di scarico, impuzzarmi di solventi e petrolio?

Certo, non potevo rinunciare! 

Non vi dico delle espressioni basite di quanti mi vedevano correre e saltare perché, immagino, assomiglino alle vostre in questo istante, ma v’informo che –stranamente- riuscii a trovare aree di pascolo, mucche e vitelli. Volteggiando tra le stazioni elettriche, scavalcando toppe di escrementi e scansando corna varie, avevo già corso per i 30’ sufficienti alla mia soddisfazione.

Mi ricambiai in macchina (il mio sudore non è tanto acido e sgradevole!) e iniziai la mia giornata lavorativa con orgoglio. 

Lo so, a volte esagero!

Ma se queste stravaganze mi aiutano a scacciare la noia e a diluire la rabbia…se queste stramberie mi servono a modellare il corpo e a rafforzare la mente…se questi capricci concorrono all’aumento della mia autostima e alla consapevolezza dei miei limiti… io non voglio rinunciarci!

D’altronde è nell’attimo che fugge che sta la felicità, o no?! 

P.S.

Naturalmente non ho un’immagine che possa render l’idea quindi, spero mi scuserete se ne ho scelta una orientativa. Valutate bene se perdonarmi: potrei arrabbiarmi parecchio!

Letto 5108 volte