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Zampa che ti passa! Domenica, 28 Febbraio 2016 16:22

“Mi abbatto e sono felice” - Lo spettacolo ECO-SOSTENIBILE di Daniele Ronco

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“Mi abbatto e sono felice” - Lo spettacolo ECO-SOSTENIBILE di Daniele Ronco - 5.0 out of 5 based on 1 review

Lo so, vi starete chiedendo, e ne avete tutte le ragioni, che c’entra uno spettacolo teatrale con una rubrica che parla di animali? Diciamo che una volta letto l’articolo – e l’intervista a Daniele Ronco – sarete dell’idea che c’entra eccome, perché lo spettacolo di cui vi parlerò, e che ho avuto il piacere e la fortuna di vedere, è davvero particolare.

Prima due parole sul suo attore, e autore: diplomato alla Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”, Daniele Ronco fa parte dell’Associazione Culturale Mulino ad Arte (una compagnia teatrale under 35 che opera sul territorio piemontese dal 2009).

Non voglio svelarvi troppo su questo originalissimo spettacolo perché la cosa migliore sarebbe andare a teatro a vederlo (ebbene sì, esistono i teatri e frequentarli sarebbe un’ottima idea!), però una chiacchierata con Daniele, che si è gentilmente reso disponibile per un’intervista, può senz’altro dare un’idea dei temi e regalarci qualche curiosità.

Partiamo dall’inizio, come si fa quando si fanno le cose per bene. Com’è nata l’idea di questo spettacolo?

L’idea dello spettacolo nasce dalla riflessione che mi ha accompagnato nei mesi successivi alla morte di mio nonno, avvenuta nell’estate del 2014.

Che cosa ti ha spinto a realizzarlo?

Il grande amore, rispetto e riconoscenza nei confronti di mio nonno Michele e l’urgenza di mettere i miei talenti al servizio di una sensibilizzazione sempre più necessaria nei confronti dell’ambiente.

Che cosa significa “eco-sostenibile”?

Ecosostenibile si può definire qualsiasi azione che viene svolta con attenzione a ridurre al massimo l’impatto che essa ha sull’ambiente.

Allora questo spettacolo è superecosostenibile! Infatti lo possiamo definire uno spettacolo… “a pedali”! Vuoi dirci perché?

Perché si pedala, eccome! Mi sto preparando per il prossimo Giro D’italia. Scherzi a parte, si pedala perché altrimenti non ci sarebbe la corrente necessaria a illuminarmi. Infatti la bicicletta sulla quale racconto la mia storia è collegata a una dinamo, che dà luce ai fari posti sopra la mia testa.

Lo spettatore si trova davanti una scena molto… destrutturata! Niente luci abbaglianti, niente costumi, nessun effetto speciale. Siamo nell’epoca dei film in 3D! L’effetto è spiazzante: un solo uomo, con il suo corpo e la sua voce intrattiene per oltre un’ora il pubblico. È qualcosa di strabiliante a mio avviso, cui non siamo più abituati non credi?

Assolutamente sì, ma credo che tutti noi abbiamo bisogno di prenderci degli attimi come questo. È bello scoprire che ci si può ancora emozionare con poco, niente effetti speciali, niente scenografie faraoniche, niente occhiali 3D. Anzi, il tipo di illuminazione che si crea con la pedalata,  crea un effetto vibrato e irregolare, tipico delle prime pellicole cinematografiche.

Lo spettacolo vuole essere anche un omaggio al tuo nonno, come hai già detto, che è stata per te una figura fondamentale e di riferimento. Che ruolo possono rivestire i nonni in una società come la nostra, in cui gli anziani, considerati “inutili”, sono sempre più messi al margine e lasciati soli come se fossero vecchi oggetti troppo ingombranti?

Eh… qui si potrebbe aprire un dibattito infinito. Da un lato credo che ognuno raccolga ciò che semina. Nonno Michele ere impossibile venisse considerato “inutile”. Tuttavia, credo che ogni essere senziente abbia diritto a vivere la sua vecchiaia circondato da amore, o se non altro da rispetto. Chi è irrispettoso verso le persone anziane credo debba guardarsi dentro e riflettere sul senso della vita.

C’è tanta ironia, fra battute divertenti e aneddoti che fanno sorridere, ma i temi trattati sono profondi: povertà, inquinamento, il famoso PIL!, consumismo, materialismo, qual è il messaggio che vuoi dare?

La mia è una provocazione, il desiderio di aiutare quel risveglio di coscienze che sento essersi messo in moto negli ultimi anni, soprattutto nelle nuove generazioni.

Tra i tanti temi trattati, ed ecco perché ho scelto di parlare del tuo spettacolo in questa rubrica, ho percepito una forte sensibilità verso il mondo animale, con particolare riferimento allo sfruttamento da parte dell’uomo che gestisce il pianeta in generale, e gli animali in particolare, come “oggetti” a suo uso e consumo. Vuoi ricordare alcuni dati che citi nello spettacolo?

Il dato che mi ha colpito di più è che ogni anno vengono uccisi circa 170 miliardi di animali per scopi alimentari. Circa 5390 animali ammazzati al secondo, un secondo dopo l’altro, senza sosta. L’atteggiamento supponente e ipocrita che abbiamo nei confronti degli animali mi crea una profonda sensazione di malessere. Ci definiamo gli essere più intelligenti, più capaci, più sviluppati: perché allora non ci comportiamo come tali? Perché non ci prendiamo davvero cura dei nostri amici animali con coerenza e sensibilità nei loro confronti?

Quello di cui parli nello spettacolo è anche il tuo stile di vita?

Nel mio piccolo cerco di tendere verso uno stile di vita ecosostenibile. Devo ancora lavorarci, ma la strada sento sia quella giusta. Intanto da anni ho adottato una dieta a base vegetale. Non dimentichiamo che questo tipo di dieta è di gran lunga meno impattante sull’ambiente rispetto a quella onnivora. Cerco di limitare i viaggi, di non sprecare, di vivere in armonia con l’ambiente. Senza parlare di eccessi, credo che se tutti seguissero alcune semplici regole, non saremmo qui a parlare della possibile fine dell’umanità.

Certo riuscire a vivere davvero a “impatto zero” sarebbe davvero difficile, però qualche sforzo in più lo potremmo fare, ci fai qualche esempio pratico?

Senza scomodare scienziati e grandi pensatori, credo che ognuno di noi potrebbe partire da cose semplici: chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti, tirare poca acqua quando si fa la pipì, mangiare frutta e verdura esclusivamente di stagione. Privilegiare i cibi a chilometro zero. Acquistare una casa con una classe energetica alta, riempire i vuoti facendo una bella passeggiata, anziché acquistare oggetti inutili.

Una curiosità: tu pedali ininterrottamente per un’ora (ricordiamo che fai girare una dinamo collegata ad un faro, che si illumina a seconda dell’intensità della pedalata), recitando, deve essere una cosa faticosissima, ti sei allenato molto?

Beh, ammetto che in fase di preparazione dello spettacolo ho avuto attimi di sconforto. All’inizio mi sembrava una cosa insormontabile. Con l’allenamento costante, sono riuscito a raggiungere un buon equilibrio fra fatica, fiato e concentrazione sulla scena.

Pensi che il tuo spettacolo sia adatto anche ai bambini?

Penso che questo spettacolo sia adatto a tutti. Tuttavia i bambini piccoli non capirebbero tutto, andrebbero preparati dai genitori e poi seguiti nella comprensione e nelle riflessioni post spettacolo.

Vuoi dirci quali sono le prossime tappe?

Sono appena stato al Politecnico di Torino in occasione della giornata “Mi illumino di meno”. Nei prossimi mesi sarò al Torino Fringe Festival, a Brescia, in Veneto, in Toscana e in diversi contesti legati a festival e incontri legati alle tematiche ambientali.

E i tuoi progetti futuri?

Work in progress… tante idee, ancora da mettere a fuoco. Voglio godermi questo momento, in cui ho molti spettacoli che stanno andando in giro per l’Italia. Anche se il mio pensiero va veloce e non vedo l’ora di creare qualcosa di nuovo.

Ringrazio di cuore Daniele, per la sua disponibilità, vi invito a seguire le prossime tappe e per chi vuole saperne di più a consultare il sito http://www.mulinoadarte.com o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A Daniele un grande in bocca al lupo per il suo tour! E un grazie anche da parte di tutti gli animali ai quali riserva una grande attenzione e un’ottima informazione nel suo spettacolo: ascoltare per credere!

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