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Zampa che ti passa! Lunedì, 28 Marzo 2016 22:59

Lupi e volpi alla riscossa: l’ultimo libro di Tiziana Merani

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Lupi e volpi alla riscossa: l’ultimo libro di Tiziana Merani - 5.0 out of 5 based on 2 reviews

Quella di Lupo pesce & Volpe magica è una favola delicata e piena di magia, che racconta le vicende di Gentile, uno strano lupo che non ne voleva sapere di divorare altri animali e per questo era giudicato piuttosto strano dal suo branco e, soprattutto, inadatto a ricoprire il ruolo di “capobranco”. Gentile preferisce la compagnia di un gregge di pecore, accontentandosi di cibarsi di qualche avanzo, frutti e radici, convinto per questo e per una serie di ottimi motivi che non posso svelarvi di discendere dai pesci. L’unica che sembra capirlo, e soprattutto apprezzarlo per la sua “diversità”, oltre alle pecore naturalmente, è la volpe Kitsu, saggia amica che possiede incredibili poteri magici.

Ecco dunque i protagonisti del nuovo libro di Tiziana Merani (nona uscita della collana “I cuccioli” - MdS Editore): un lupo e una volpe, due animali tanto a lungo – almeno quanto ingiustamente – relegati a incarnare personaggi negativi nelle favole e non solo. Il lupo da sempre simbolo del male, di avidità, ingordigia, ferocia, inganno, basti pensare a Cappuccetto rosso, I tre porcellini, Il lupo e l’agnello, Il lupo e i sette capretti e chi più ne ha più ne metta. Ma alla volpe non è certo toccata una sorte migliore! Le è andata bene quando è stata etichettata come una ladra, perfida, scaltra, bugiarda e rubagalline, citiamo la volpe di Pinocchio come esempio che valga per tutti, ma già che ci siamo scomodiamo anche Esopo, Fedro e, perché no, La Fontaine… Brutte nomee che vengono da molto lontano, trascinando la loro ombra lunga fino al presente, attraverso tanti secoli che hanno visto trasformazioni di ogni sorta, ma alcune “etichette”, si sa, come una cattiva reputazione ormai consolidata, sono parecchio dure a morire. Insomma, queste due disgraziate bestiole che si voglia o non si voglia sono diventate simbolo, e sinonimo, di tipologie umanoidi piuttosto negative: “affamato come un lupo”, “scaltro come una volpe”. Non si può certo dire che siano accezioni positive.

Bè direi proprio che era ora di fare un po’ di giustizia e mettere le cose in chiaro. Per fortuna ci ha pensato Tiziana Merani con questa bella favola che cattura da subito l’attenzione dei piccoli lettori e non solo.

Coloratissime, evocative e di grande impatto visivo le illustrazioni di Tiziana Morrone, realizzate ad hoc per la storia, con la cura e la passione di chi conosce bene l’habitat naturale di questi due nobili animali (l’illustratrice è nata e vive con orgoglio sull’Appennino toscano ed è attenta osservatrice dei boschi, sacre dimore di lupi e volpi e di tante altre magiche creature).

Nella parte finale, a ribadire il concetto, l’autrice ha voluto dedicare alla mitologia e alla storia della volpe una scheda di approfondimento molto interessante.

Ma è alla magia che Tiziana Merani affida la scena fin dalle prime pagine, magia che popola tutti i suoi libri (si parla di decine e decine, mica bruscolini! Alcuni sono dei best seller, e ha pubblicato con le più importanti case editrici, da Piemme a Mondadori, a Giunti).

La magia però, si sa, si può trovare ovunque, anche dove meno ci si aspetta. Perciò oltre agli incantesimi della volpe Kitsu questo libro ci sorprenderà anche per la magia di una scoperta semplice: non occorre risultare il più forte per godere della stima, e dell’aiuto, degli altri. Sarà proprio Gentile, il lupo che pensava di discendere dai pesci, a insegnarlo a Mirtilla, la sua severa sorella, al suo branco e a tutti noi. La vera forza sta nel coraggio di saper essere se stessi, al di là delle apparenze. È così che un lupo può diventare un pesce, una pecora un lupo e una volpe una seconda luna nel cielo. È così che è possibile vedere al di là delle “verità consolidate”, alla ricerca di una dimensione individuale, frutto di una crescita quotidiana, basata sull’osservazione delle proprie inclinazioni nel rispetto di quelle degli altri. Diversità come un’opportunità, quindi, e non come un tassello che sfugge al mosaico perfetto del precostiuito. Chi l’ha detto che un lupo debba essere per forza cattivo? E una volpe furba e ingannevole? E una pecora pavida e stupida? Niente è scontato in questa favola, tutto è esattamente come potrebbe essere e non certo come ci si aspetta che sia.

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