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Il Paiolo Magico

Mercoledì, 08 Ottobre 2014 10:15

CIBO, SOLDI E FAMA. Ma non era sesso, droga e rock and roll?

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CIBO, SOLDI E FAMA. Ma non era sesso, droga e rock and roll? - 4.9 out of 5 based on 7 reviews

Sì, lo confesso, sono proprio infastidita!!!

Avete presente la famosa goccia che fa traboccare il vaso?

Bene, la mia è stata restare ferma in coda dietro l'ennesimo camion che scarica chili e chili di patatine, dovendo guardare quell'enorme faccione di Cracco.

Credo che sia noto a tutti di chi sto parlando, ma facciamo una breve presentazione: Carlo Cracco famoso cuoco italiano prestatosi alla cucina francese per alcuni anni, allievo di Gualtiero Marchesi, anche lui sulla mia lista nera, chef dell'enoteca Pinchiorri per un periodo e poi proprietario di ristoranti, stelle Michelin e forchette del Gambero Rosso ora incoronato re dell'ex tubo catodico e del regno di “Arroganza”.

Che la cucina sia un grande affare lo sappiamo bene, ma ora si sta un po' esagerando, addirittura la professione del cuoco è entrata al secondo posto nella classifica “che vuoi fare da grande?” tra i bambini italiani; al primo posto ovviamente c'è il calciatore!

Ma questo allora vuol dire che cucina e soldi sono una abbinata vincente, e che basta urlare un po' come succede a Masterchef, o farsi trattare come cretini per ottenere poi la più grande delle soddisfazioni... il proprio faccione sul camion delle PATATINE!!!

Mi spiegate perché ci siamo dovuti scandalizzare per il doppio senso di Rocco Siffredi, che era sinceramente divertente, ma nessuno dei grandi cuochi italiani si è indignato nel vedere un tipo che è stato oltretutto chef dell'enoteca più famosa d'Italia fare la pubblicità delle bustine di patatine fritte? Badate bene io le San Carlo le ho sempre mangiate e giustamente l'azienda tira l'acqua al suo mulino, ma il grande Cracco ha distrutto la sua credibilità.

Se io fossi un concorrente di Masterchef mi rifiuterei di farmi trattare a pesci in faccia da uno che parla della genuinità del cibo, dell'importanza delle materie prime, della stagionalità dei prodotti e poi pubblicizza delle “ricettine” come le ha chiamate lui, per un prodotto buonissimo ma notoriamente non salubre.

 

A questo punto però mi fermo e vi chiedo di riflettere con me su una cosa; forse sono stata troppo cattiva, in fondo un super contratto in un momento di crisi economica può sempre far comodo, o forse il nostro grande chef sta solo seguendo le orme del suo maestro in tutto e per tutto.

Come dimenticare quindi che il super cuoco, chef stellato, ristoratore, monarca dei fornelli Gualtiero Marchesi ha preparato un panino per McDonald's.

Sì, il grande residuo bellico dal nome Marchesi che si permette di andare dalla Parodi per preparare una mozzarella e pomodoro orribile, inserendo in una mozzarella con una siringa un pomodoro tritato spacciandolo per pomarola senza usare sale, lui che ha inventato il risotto con la foglia d'oro, che ha restituito come un guanto di sfida le stelle Michelin, sentendosi superiore al meccanismo di votazione (oggettivamente discutibile), si è venduto così miseramente alla più grande catena al mondo di fast food.

È chiaro allora che dal trinomio sesso, droga e rock and roll siamo decisamente passati a cibo, soldi e fama; il numero dei cuochi famosi prestati al mezzo televisivo e pubblicitario sono sempre di più, Borghese pubblicizza yogurt e gira per le case degli italiani, Bastianich la pasta sfoglia già pronta non perdendo la sua cafonaggine nemmeno per 20 secondi, Scabin va dalla Clerici insieme a De Riso, Ernst Knam si divide tra il trono del re del cioccolato e i cupcakes di Bake off, Rugiati saltella tra la7 ed il satellite (e parliamone lo fa divinamente) Cannavaciuolo visita cucine da incubo, Barbieri che io adoro è però imprigionato tra due personaggi discutibili e poi c'è Vissani ma su di lui mi arrendo prima di iniziare ed alzo bandiera bianca...

 

Sono lontani i tempi in cui Wilma De Angelis cucinava in televisione e Suor Germana scriveva libri di cucina. Oggi vogliamo tutti entrare nella casa, o meglio nell'Iphone di qualcuno, con la fotografia di un arrosto o di una torta per godere inconsciamente della gratificazione che si ha nel vedere online il proprio piatto, senza però pensare che il web è un contenitore talmente grande da poter contenere di tutto e di più.

I vecchi 15 minuti di gloria di Andy Warhol ora sono solo una manciata di secondi; il tempo che si impiega a caricare la prossima immagine.

 

Io continuerò a cucinare e scrivere care streghette e stregoni, guarderò anche la tv ma con il telecomando in mano pronta a cambiare canale non appena i miei occhi si saranno abbuffati di cibo.

 

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