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Freud sulla spiaggia

Giovedì, 28 Gennaio 2016 15:41

Chi smette di sognare, muore

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Molti anni fa ebbi modo di parlare con il prof. Musatti di problemi relativi alla terza età. Allora mi occupavo di strutture residenziali per anziani. Lui mi disse che l’unico modo per non invecchiare era non smettere di fare progetti.

Questa frase mi colpì molto e non me la sono mai scordata.

Nella mia esperienza di dirigente di strutture e di clinico della terza età ho visto tante persone vegetare aspettando la morte e cercando solo di stare tranquilli.

In realtà scivolavano in una pericolosa astenia, anticamera della depressione.

Eppure erano persone che la testa ancora l’avevano a posto. Regnava una sconvolgente mancanza di interessi per qualsiasi cosa e tutto si focalizzava sui bisogni primari: mangiare, la televisione, il giornale ecc. Era difficile scuoterli.

 Ora che nella terza età ci sono anch’io e che ho avuto un periodo, diciamo un po’ travagliato e di grandi cambiamenti mi sono posto la domanda: “Ma che progetto ho ora io?”.

Lì per lì mi sono messo ad elencare mentalmente tutti i progetti che ho in corso per il lavoro, quelli relativi alla mia nuova casa e principalmente quelli relativi al mio… amore.

Però era come se non fossi sulla strada giusta, come se non stessi guardando dalla giusta prospettiva.

Poi ieri ho avuto un guasto all’impianto elettrico e stamani sono dovuto andare in una lavanderia a gettoni per lavare i panni.

E cosa centra, direte voi.

Centra, centra.

Lì, come ben sapete, ci vuole un bel po’ di tempo tra lavaggio, aspettare che si liberi un asciugatore ecc. Dato che pioveva mi sono messo a sedere e a pensare.

Fissare una lavatrice ha un effetto quasi ipnotico. Rumore soffuso persone che si muovono in silenzio. Spesso ho riso di un gatto, di nome Artù, che passa ore a guardare l’oblo della lavatrice in funzione. Ma in realtà quale posto migliore per riflettere?

D’un tratto ho capito che io stavo facendo solo dei programmi. Invece per sentirsi vivi e vegeti bisogna avere un sogno o meglio dei sogni.

Sì perché rincorrere un sogno vuol dire voler realizzare qualcosa che ti porta oltre. Oltre te stesso ed i tuoi confini. Che comporta che tu ti metta a leggere, a studiare, ad analizzare, a ricercare. Che ti metti in gioco, che rischi anche degli insuccessi.

E’ come quando si decide di fare una facoltà, di divenire qualcuno nel proprio campo. O come una nostra amica, creare una casa editrice…

Allora ho individuato due o tre sogni da realizzare, dall’esito incerto e difficile. Richiederanno ricerche, costanza, impegno. Attività alle quali avevo pensato e poi messe in un cassetto con le più svariate scuse.

Una volta ho letto su di un muro che chi smette di sognare, muore. E’ verissimo, ma non nel senso del sogno come fantasia, ma nel senso di avere il coraggio di misurarsi. Di vedere cosa davvero vorresti realizzare per sentirti migliore. Per vedere che hai ancora la possibilità di creare qualcosa che tu, magari in collaborazione con altri hai realizzato.

Occorre divenire il promotore della propria start up. Fare un progetto vero, con gli obiettivi, con i tempi di realizzazione, un bel diagramma di flusso delle attività, l’elenco di chi coinvolgere ecc.

Realizzare il proprio sogno vuol dire intraprendere “il percorso dell’eroe” in termine psicologico. Il Viaggio dell'Eroe è il viaggio dell'Io per raggiungere l'Autorealizzazione, l'Individuazione e l'Illuminazione. ( http://www.archetipi.org/il-viaggio-delleroe ).

Vi sono esempi infiniti di sogni che magari non si riesce poi a concretizzarli. Nel bellissimo film Fitzcarraldo, il protagonista cerca di realizzare un teatro lirico in mezzo all’Amazzonia. Nel film viene detta una bellissima frase: «Chi sogna può muovere le montagne». Altri invece i loro sogni li hanno realizzati. Ma ciò che importa è il cercare di farlo.

Perché altrimenti un sogno resta un sogno nel cassetto e non serve a niente ed a nessuno. Se no si fa i Don Chisciotte.

Quando partire per l’impresa? La risposta è semplice: “Ora”.

Io sono partito. Voi fermatevi un po’ a pensare quale sogno vorreste realizzare, quale sogno avete paura di vivere. Non vi fermate troppo a pensare alle difficoltà, se no non partirete mai. Datevi subito da fare e trovate l’isola che non c’è, che non avete ancora esplorato, perché quella sarà la “Vostra” isola.

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