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Moi Je Joue

Sabato, 23 Marzo 2013 17:03

Sotto il vestito niente

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Sotto il vestito niente - 5.0 out of 5 based on 2 reviews
Sotto il vestito niente Sotto il vestito niente

Se è una di quelle giornate noiose in cui non vuoi uscire, ma non vuoi neanche stare in casa, allora buttati sul trash. Il trash rende tutto il resto migliore. Il padre del trash è il film erotico anni ’80, magari quello finto impegnato; racchiude in sé erotismo, thriller, anni ’80, moda e trash “Sotto il vestito niente” (1985) di Carlo Vanzina.

Dal lontano Wyoming Bob (Tom Schanley) parte alla volta di Milano, durante una visione ha assistito alla morte della sorella gemella Jessica (Nicola Perring), in Italia a lavorare come modella. Arrivato a destinazione nessuno crede alla telepatia che unisce lui alla ragazza, ma Jessica, in effetti, non si vede da un paio di giorni. Dopo che il capo della polizia nota la scomparsa di un’altra modella avvia le indagini per il ritrovamento delle due. Nel frattempo Bob inizia ad indagare da solo e crea un legame con Barbara (Renee Simonsen).

Inutile dire che il sesso e le donne mezze nude contorna la pellicola; negli anni ’80 era normale associare droga e sesso al mondo delle modelle, solo perché secondo la maggioranza il loro non mangiare doveva essere colmato almeno dalla cocaina per “rimanere in piedi” e il sesso con personaggi di spicco facilitava l’ascesa della loro carriera. In più il nuovo prototipo di donna preferita dagli uomini con l’arrivo degli anni ’80 cambia totalmente: la clessidra tipica degli anni ’50 piano piano si trasforma , fino ad arrivare a un modello molto più longilineo con forme appena accennate. Nonostante sia un film decisamente superficiale e patinato, in qualche modo denuncia la vita a cui sono costretti questi poveri “manichini”. « Che cos'è una modella? Un corpo, un volto, un po' di trucco, un bel vestito, e sotto il vestito? Sotto il vestito niente. » In una scena vengono proprio definite così le modelle, manichini senza cervello. In effetti, hanno mai la possibilità di dimostrare il contrario?

L’unico stilista disposto a usufruire del film fu Franco Moschino, che organizzò una sfilata in Piazza Duca D’Aosta per una delle scene più importanti. Come sempre risulta in quegli anni un innovatore, crea vestiti-parodia, che si prendono gioco della moda: abbina verde smeraldo, rosso e nero, crea una collana che non è altro che un grande manichino d’oro, reinventa il vestito da cavallerizza. Porta molte, forse troppe novità in un'unica sfilata, ma in fondo lui stesso affermava che “ non c’è creatività senza caos”.

E tu cos’hai sotto il vestito? Vieni a vedere cosa propongo: http://pollywantsablog.com/2013/03/23/sotto-il-vestito

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