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Moi Je Joue

Giovedì, 23 Maggio 2013 14:57

La figlia del vento

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La figlia del vento - 5.0 out of 5 based on 5 reviews

Non solo il ceto sociale e l’epoca in cui si cresce determinano il modo in cui le tendenze del momento influenzano le persone. Il luogo in cui si vive è fondamentale, le differenze tra nord e sud sono sempre notevoli, anche negli Stati Uniti. Ovviamente mi riferisco ai tempi in cui internet non influenzava velocemente i giovani.

Come esempio ho scelto un film multi premiato di William Wyler del 1938, nato in bianco e nero ma in seguito colorato (ai tempi la pellicola si poteva colorare un fotogramma alla volta): La figlia del vento, film che fece concorrenza a “Via col vento”. La protagonista del film è un’attrice famosa per i suoi occhi decantati da Jackie DeShannon, la splendida Bette Davis, che addirittura vinse l’Oscar come attrice protagonista. È il 1852, il sud degli Stati Uniti rimane sempre più conservatore rispetto al nord e a New Orleans la bella Julie Marston (Bette Davis) è una mosca bianca in mezzo a donne dell’alta società di classiche vedute. Per indispettire il fidanzato Pres Dillard (Henry Fonda) si presenta al ballo delle debuttanti con un provocatorio vestito rosso, causando la rottura del fidanzamento. Si incontreranno di nuovo qualche anno dopo a casa Marston, in campagna, mentre impazza in città la febbre gialla, ma Julie avrà una brutta sorpresa; Pres, infatti, si è sposato con un’altra donna.

Da che mondo  è mondo il ballo delle debuttanti, in cui signorine che hanno raggiunto la maggiore età fanno la loro entrata in società mostrandosi a scapoli abbienti, è candido. Vestito molto ampio bianco, guanti bianchi, scarpe bianche, diadema e vari gioielli di diamanti. A metà del 1800 la moda conservatrice richiedeva una gonna gonfia, uno scollo a barca che scopriva un poco le spalle e maniche corte per poter poi aggiungere guanti fino al gomito. Julie Marston scandalizza tutti gli invitati al ballo con il vestito rosso sgargiante che macchia la sala da ballo di irriverenza, lo scollo è a cuore e le spalle, quindi, sono completamente scoperte. Ecco come un vestito può riuscire ad essere più forte di parole o azioni: un abito può stupire, innamorare e anche scandalizzare, può diventare un mezzo per mandare un messaggio, in questo caso vuole trasmettere la voglia di novità, la voglia di scuotere gli animi impolverati (anche se, bisogna dirlo, Julie è modernista per alcuni versi e conservatrice per altri).

Al giorno d’oggi purtroppo o per fortuna, è difficile riuscire a stupire con nuovi abbigliamenti, tutto è stato inventato e presentato, ma fino a pochi anni fa la moda era anche questo: stupire, fare la storia, lasciare il segno. Come sarebbe bello poterlo rifare.

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