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Moi Je Joue

Mercoledì, 29 Aprile 2015 19:22

La moda dell'essere creativo

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La moda dell'essere creativo - 5.0 out of 5 based on 2 reviews

Conosco molte persone, virtualmente e anche nella vita reale, e, come tutti, conosco molti creativi. Si stanno moltiplicando a vista d’occhio. Ma scusate, che lavoro è il creativo?

Da qualche anno, il ritorno della bellezza del vintage, della conoscenza di ciò che ha appassionato, dall’invenzione della macchina da scrivere agli anni ‘90 del Novecento, ha creato una moltitudine di persone che si autoinseriscono nel mondo del creativo-che-ama-il-vecchio-ma-lo-reinterpreta-tirando-fuori una-nuova-cosa.

Il dizionario Treccani rimanda “creativo” alla parola “creazione”, l’atto di dare forma a qualcosa. Stando a questo, chiunque lo può essere. Mio zio costruisce denti, quindi è creativo.

Eh no - ti risponde il nuovo intellettuale fatto in casa (che il creativo si definisce OVVIAMENTE anche intellettuale) - il creativo dà vita a idee, plasma la conoscenza!

Ecco, allora ti inserisci nella cerchia di quegli artisti che hanno dato una svolta a una delle arti? Come Van Gogh all’Impressionismo o Giacomo Balla al Futurismo? Tu, che stampi su una pagina di libro non definita un’immagine in bianco e nero tra quelle più gettonate (al momento abbiamo oggetti da fine ‘800/inizio ‘900 come bici, ancore) e la incornici, hai creato qualcosa che si avvicina, ad esempio, alla Pop Art?

No, c’è qualcosa che non va, se sai gli accordi per suonare “La canzone del sole” ai falò, non sei un creativo/cultore della chitarra. Se sai mettere insieme frasi che hanno un senso e fai ridere i tuoi amici, non sei uno scrittore creativo. Se passi tutto il giorno a pensare come sarebbe un film con protagonista un unicorno invisibile che aiuta le persone, non sei un creativo.

Per ora posso dire dal mio pulpito che sembra presa sotto gamba l’importanza della cultura che sta dietro a una vera opera creata da un’artista di professione e ,soprattutto, la difficoltà dell’invenzione. Oltre al talento che può essere più o meno grande, la base di conoscenza di quello che è il proprio ambito è fondamentale, e non va sottovalutata nemmeno la propria interpretazione di una determinata creazione: puoi essere un discreto disegnatore di Lupo Alberto, ma se non riesci a creare qualcosa di tuo e se non hai la conoscenza dell’anatomia, delle proporzioni, ecc. non hai in pugno questa arte.

La vera ragione per cui questi hanno un labile successo è che incontrano persone che non distinguono tra l’arte e il nulla e non sanno che l’artista, il creativo, è una persona che vive diversamente, ma lui non lo sa, perchè sa vivere solo così. Un artista non si autodefinisce tale, qualcuno decide, un giorno, di affibbiargli questa etichetta e lo diventa.


P.s. io sono una discreta disegnatrice di Lupo Alberto.

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