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Nella tana del Bianconiglio

Giovedì, 05 Febbraio 2015 15:16

NON SOLO CALCIO (ABBIAMO VINTO UN SLAM, C…O!)

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NON SOLO CALCIO (ABBIAMO VINTO UN SLAM, C…O!) - 5.0 out of 5 based on 1 review

 Sabato 31 gennaio 2015 intorno a mezzogiorno ora italiana,i giocatori scendono in campo: siamo a Melbourne, Australian Open, finale di doppio maschile.

Si profila uno scenario inedito: nessuna delle due coppie fa parte delle teste di serie del torneo, ma non solo… tutto un insieme di dettagli che riguardano i quattro tennisti in questione, fanno di questa una finale più che atipica.

Il duo francese è composto in primis da Nicolas Mahut: classe 1982, noto al grande pubblico come recordman-Ironman per aver giocato la partita più lunga del mondo (entrata nel Guinnes dei primati), disputatasi a Wimbledon nel 2010 contro l’americano John Isner e durata ben 11 ore e 5 minuti. Alto 1.92, specialista del gioco serve and volley, al momento della finale è fuori dai primi 100 dell’atp ranking del singolare. Intorno alla ventesima posizione nel doppio, è il giocatore più accreditato di questo match avendo già partecipato nel 2012 a una finale di un Grande Slam (Roland Garros insieme a Michael Llodra), ed essendo con i suoi 33 anni il più ‘vecchio’ ed esperto dei quattro.

Il secondo giocatore del duo francese, Pierre-Hugues Herbert, giovanissimo - classe 1991- e diventato professionista da soli 4 anni, non sembra certo uno che vuole farsi intimidire e sfodera spesso sguardi killer alla Valentina Vezzali, sebbene ancora digiuno di grandi risultati. Al momento della finale è intorno alla 113esima posizione nel singolare.

E veniamo ai nostri: che fine aveva fatto Simone Bolelli?

Nato nel 1985, dopo aver raggiunto la top 40 nel 2008, la sua carriera di singolarista è stata piuttosto altalenante, sebbene sia considerato da molti uno dei tennisti italiani più talentuosi. Dal 2011 in poi cresce piuttosto come doppista, già in coppia con Fognini, riportando una serie di successi (come la semifinale agli Australian Open nel 2013), ma nel 2013 la sua carriera subisce uno stop piuttosto lungo a causa di infortunio al polso, che lo porta nel 2014 a ripartire dalla posizione numero 300. La voglia di riscatto non manca ed è proprio nello stesso anno che torna a vincere fino a raggiungere la top 50 in singolare al momento della finale, mentre per quanto riguarda il doppio si trova addirittura intorno alla posizione numero 134!

Last but not least, Fabio Fognini nato nel 1987, conosciuto al pubblico forse più per il gossip, l’aspetto estetico e le intemperanze in campo che per i successi tennistici, viene invece da un’ottima stagione 2013, dove inanella tre vittorie consecutive di altrettanti tornei Master e un 2014 altalenante con qualche sconfitta di troppo.

Insomma, nessuno dei tennisti in questione si chiama Roger Federer o Novak Diokovic, eppure eccoli qua a una finale del Grande Slam, dove hanno eliminato una per una le coppie di doppisti più navigati; il duo francese stupisce ancora di più in quanto si tratta per loro quasi del primo torneo disputato insieme.

Ma veniamo al match: i francesi partono forte mantenendo senza difficoltà i turni di battuta nei primi game; con il loro aplomb da piccoli lord vestiti Lacoste, sembrano i fratelli ricchi dei bambini che giocano a calcio nel campetto dietro casa… cosa ci fanno i nostri con i cappellini da baseball girati all’indietro stile rapper, visto che giocano al chiuso? Ma l’illusione francofona dura proprio poco, e la partita a breve assume connotati ben definiti, tanto che i due set avranno un andamento e una durata identici: 6-4, 6-4, in 41 minuti.

Il tanto decantato carattere latino degli italiani, l’emotività, la paura di vincere… questa volta proprio non si vedono. Anzi, quando Mahut viene graziato dall’arbitro per un doppio tocco durante un palla break all’inizio del secondo tempo, nonostante le lamentele, i nostri mantengono la calma.                                                                    (Fognini, in conferenza stampa dirà che l’arbitro - cosa assai rara - ha poi ammesso il suo errore).

Ed è sempre Mahut che per una fatalità colpisce il suo compagno di squadra in testa con un servizio a 200 km/h.

Non si sa se per effetto della pallinata, o per la sua giovane età ma Herbert perde la concentrazione, i francesi faticano a mantenere i turni di servizio e quei bravi ragazzi di Fognini e Bolelli (sembrano i fratelli Bryan, numero 1 da tempo immemore) mostrano una solidità e continuità da fondo campo e nel servizio che garantiscono loro una quasi facile vittoria.

Bello, bellissimo, in Italia era dal 1959 che non veniva raggiunta una finale di doppio dagli uomini (Pietrangeli-Sirola), ma è la prima volta in assoluto che un doppio maschile vince una finale del Grande Slam.

E che cosa fa la televisione Italiana? Non la trasmette! Se non per i pochi eletti malati di sport che hanno sottoscritto l’abbonamento a Mediaset premium e quindi hanno potuto vederla su Eurosport! Ma d’altra parte chi se ne frega, mica si trattava di calcio!

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