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Threnos

Lunedì, 11 Gennaio 2016 12:28

Ciao Pino

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Pino Daniele ci é stato portato via dal suo cuore pazzo in un angoscioso fulmine a ciel sereno, che ancora oggi a distanza di un anno facciamo fatica a considerare vero. Martedi 4 gennaio 2016 é diventato il primo anniversario di una dipartita inaspettata e lancinante tanto per chi come me l'ha perso e lo piange, quanto per sé stesso che durante la corsa all'impazzata verso Roma dal suo medico curante sentiva probabilmente di dover smettere di cantare quella sera.

Pino soffriva da piú di 20 anni di problemi cardiaci che l'avevano giá colpito in modo serio tra il 1990 e il 1991, quando un infarto pericoloso lo portó via dalle scene per un periodo lungo che non gli era mai accaduto nella carriera. Fece la sua prima riapparizione in televisione in collegamento dalla sua casa di Formia con il Concerto del Primo Maggio, intonando uno dei suoi omaggi piú evocativi, "Anna verrá", alla grande Magnani. Ritornó cosí naturalmente ad emozionare un pubblico che stava cambiando e lo seguí nella sua svolta ulteriore pop e romantica dopo le prime sfuriate dialetto-sangue dei Settanta e la maestosa acmé blues internazionale del "Nero a metá".

Prima i fuochi d'artificio di partenza per "Terra mia", e "Napul'é" nell'omaggio mai piú raggiungibile di un figlio alla sua Napoli, poi l'orgasmo virulento ai fasti con il Supergruppo dei fratelli Zurzolo, De Piscopo, Senese, Amoruso, Esposito, e ancora le Targhe Tenco per la poesia di "Schizzechea" e "Sicily", la simbiosi con Massimo e il suo cinema di sentimenti proprio come le sue canzoni. I duetti da cesello con Irene Grandi e Giorgia, i tour ubriacanti con gli amici Ramazzotti e Jova, e Ron Fiorella e De Gregori, i sapori mediterranei di ritorni a casa con "Medina", il grande abbraccio del 2008 con Piazza del Plebiscito, e l'ultimo "back home" scritto online pochissimo prima del folle epilogo.

Non sarebbero adatte altre 20 righe, o 10, 100 altre pagine per poter raccontare un artista straordinario nella sua umiltá e passione comunicativa, del quale secondo me ancora facciamo troppa fatica a pensare che se ne sia andato. Perché non riusciamo a lanciargli un "addio" stonato e ingiurioso che cosi ci sembra, ma un semplice "Ciao Pino" suona invece dissetante come i suoi riffs.

. Ciao Pino 

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